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Si tratta, in assoluto, di una delle provincie più ricche in produzione e varietà del panorama enologico italiano.
La conformazione del territorio collinare a nord ed a ovest e pianeggiante a Sud, caratterizzato da una grande varietà di terreni consente coltivazioni di vini di ottima qualità riconosciuti in tutto il mondo.
Il principe della produzione trevigiana è il celebre Prosecco, vino che prende il nome dalla originaria cittadina del carso triestino che riesce, grazie alla uva glera e al procedimento di spumantizzazione Martinotti-Charmat a produrre 70 milioni di bottiglie all’anno, primo vino italiano in assoluto, nelle varietà dry, extra dry, brut, extra brut.
Lasciata la celebre area collinare che va da Valdobbiadene a Conegliano incontriamo a sud anche i colli asolani, con il loro Asolo Prosecco DOCG.
Si distinguono, comunque, altri vitigni autoctoni a bacca bianca che hanno raggiunto una loro maturità quali verdiso, bianchetta, perera e verduzzo trevigiano., senza trascurare i rari grappariol e recantina.
Scendendo lungo il fiume Piave si incontrano le tipiche zone di produzione dei rossi tra i quali spicca il Raboso, anche nella raffinata versione Malanotte, il Venegazzù un taglio bordolese di prestigio nonché il Montello Rosso Docg, oltre al Malbech e Carmenere già incontrato nelle aree vicentine, ma dotato qui di specifiche caratteristiche organolettiche che lo rendono diverso e curioso al palato.
Vere chicche i passiti quali il Torchiato di Fregona prodotto con glera, verdiso e boschera, oppure il passito di Refrontolo ottenuto per l’appassimento dei grappoli di Marzemino.